Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Continuando a navigare nel sito accetti il loro utilizzo.

Guarda la Cookie Policy

Non hai abilitato i cookies sul tuo computer. Potrai modificare questa scelta.

Hai abilitato i cookies sul tuo computer. Potrai modificare questa scelta.

La Corte Costituzionale boccia il meccanismo attuativo della riforma della P.a, nei punti in cui prevede per i decreti applicativi il semplice parere delle Regioni. Per la Consulta, che si e' pronunciata sul ricorso della Regione Veneto, serve invece l'intesa, ovvero uno strumento di raccordo piu' forte. I paletti alzati riguardano la legge 'madre', la delega, e non i provvedimenti 'figli', ma arginare gli effetti e' impresa ardua, vista anche la tempistica. Nel mirino ci sono le novita' in fatto di dirigenza e di servizi pubblici locali, fresche di via libera in Consiglio dei ministri. E poi ci sono tre decreti che sono gia' legge: su partecipate, dirigenti medici e licenziamenti lampo per i furbetti del cartellino.

CONTATTI

This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.