Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Continuando a navigare nel sito accetti il loro utilizzo.

Guarda la Cookie Policy

Non hai abilitato i cookies sul tuo computer. Potrai modificare questa scelta.

Hai abilitato i cookies sul tuo computer. Potrai modificare questa scelta.

"Voi, professionisti ed intermediari" nel rapporto fra cittadini e Pubblica amministrazione "potete colmare quel divario di competenze tecnologiche che ancora, purtroppo, esiste nel nostro Paese". Parola del ministro per la Pubblica amministrazione Marianna Madia, che e' intervenuta al congresso di Confprofessioni, che si e' aperto stamattina a Roma.
Madia, dinanzi alla platea degli esponenti di varie categorie di iscritti ad Albi e Ordini, ha citato alcuni provvedimenti governativi che hanno portato ad una semplificazione delle procedure, come "l'introduzione della fatturazione elettronica" e la dichiarazione dei redditi pre-compilata.

"Rigettati molti dei pareri offerti dal Parlamento di modifica del provvedimento di riforma delle Camere di commercio. Un ennesimo atto di superbia da parte del governo, e in particolare del Ministero dello Sviluppo economico che nel corso di questi mesi non ha ritenuto di incontrarci, che sottende un pesante e pericoloso sgarbo istituzionale e che, soprattutto, svela il disegno dietro questo provvedimento: non si tratta di una riforma ma di una vera e propria contro riforma col solo obiettivo di smantellare il sistema camerale". E' il giudizio duro di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl sul provvedimento delle Camere di commercio varato ieri dal Consiglio dei ministri di attuazione della riforma Madia Dal testo del decreto legislativo di riforma delle Camere di commercio, approvato ieri dal Consiglio dei ministri in secondo esame preliminare, proseguono Cgil Cisl e Uil di categoria, "si evince chiaramente come l'intento del governo non sia quello di riformare e rilanciare il sistema camerale, esigenza da noi condivisa, ma di dismetterlo.

Il Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri dello sviluppo economico Carlo Calenda e per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia ha approvato, in secondo esame preliminare, il decreto legislativo recante attuazione della delega di cui all'articolo 10 della legge 7 agosto 2015, n.124, per il riordino delle funzioni e del finanziamento delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
Nello specifico, il provvedimento prevede un piano di razionalizzazione, in un'ottica di efficientamento, di efficacia e di riforma della governance delle Camere di commercio.
Piu' nel dettaglio, entro 180 giorni dall'entrata in vigore del decreto, il numero complessivo delle Camere si ridurra' dalle attuali 105 a non piu' di 60 nel rispetto dei seguenti vincoli direttivi: almeno una Camera di commercio per Regione; accorpamento delle Camere di commercio con meno di 75mila imprese iscritte.
Al fine di alleggerire i costi di funzionamento delle Camere, il decreto prevede 4 ulteriori azioni che riguardano: la riduzione del diritto annuale a carico delle imprese del 50%; la riduzione del 30% del numero dei consiglieri; la gratuita' per tutti gli incarichi degli organi diversi dai collegi dei revisori; una razionalizzazione complessiva del sistema attraverso l'accorpamento di tutte le aziende speciali che svolgono compiti simili, la limitazione del numero delle Unioni regionali ed una nuova disciplina delle partecipazioni in portafoglio.
Il provvedimento introduce quindi maggiore chiarezza sui compiti delle Camere con l'obiettivo di focalizzarne l'attivita' su attivita' istituzionali evitando, al contempo, duplicazioni di responsabilita' con altri enti pubblici.
Viene infine rafforzata la vigilanza del Ministero dello sviluppo economico, che attraverso un comitato indipendente di esperti valutera' le performance delle Camere di commercio. Nell'ambito di questo piano complessivo di razionalizzazione organizzativa ricade anche la rideterminazione delle dotazioni organiche di personale dipendente delle Camere di commercio con possibilita' di realizzare processi di mobilita' tra le medesime Camere e definizione dei criteri di ricollocazione presso altre amministrazioni pubbliche.

Arriva anche il via libera del Senato al decreto di riforma della dirigenza, anche se non mancano le condizioni. La commissione Affari costituzionali di palazzo Madama ha, infatti, votato il parere favorevole al decreto Madia (contrari M5s, Fi e Conservatori e Riformisti). Visto che ieri si era espressa la Camera, per il provvedimento l'iter parlamentare si e' chiuso. La palla passa quindi al Governo che dovra' rimodulare il testo in base alle condizioni. Entro il 27 novembre e' previsto l'approdo in Consiglio dei ministri.

Il decreto sulla riforma della dirigenza pubblica "lo approviamo in via definitiva in Consiglio dei ministri entro il 27 novembre, che e' la data di scadenza".
Lo ha spiegato il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia a margine di un evento dedicato alla digitalizzazione organizzato dal Corriere della sera a Milano.

CONTATTI

This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.